Maggio 1998

In occasione della Settimana Mondo Unito 1998, noi come gruppo di Pistoia abbiamo fatto un intervento nella manifestazione conclusiva a Firenze, a proposito del corso di formazione professionale per ragazzi extracomunitari realizzato dall'associazione "Il Tandem".

Sappiamo che a Pistoia ormai da alcuni anni esiste l’associazione di volontariato Il Tandem. Potete raccontarci come è nata e quali iniziative porta avanti ?

Il Tandem è nato dall’esigenza di alcuni volontari e giovani della nostra città di impegnarsi nel sociale. Svolgiamo varie attività ma la più importante è un corso di formazione professionale rivolto a dieci giovani provenienti da Ecuador, Brasile, Kenya, Congo e dalla ex-Jugoslavia, con il quale cerchiamo di contribuire a rimuovere le cause dell’immigrazione e a diffondere l’ideale del mondo unito.

Qual è lo scopo di questa iniziativa ?

            L'iniziativa, resa possibile grazie all'interessamento dell'Amministrazione Provinciale e la disponibilità di aziende produttive dei settori trainanti dell’economia pistoiese, si propone due obiettivi principali.

In primo luogo prevenire l'esclusione sociale dei cittadini immigrati che si trovano a vivere particolari condizioni di disagio o di svantaggio, non solamente mediante una prima assistenza immediata, ma, soprattutto offrendo la possibilità di seguire un percorso di accrescimento globale della persona. Ciò è reso possibile con l'inserimento dei ragazzi in aziende, dove possono apprendere un mestiere e, contemporaneamente, con la frequenza di un corso di cultura generale e civica, educazione alla salute, elementi di teoria per la gestione di una piccola azienda.

In secondo luogo offrire la possibilità di inserirsi in una comunità e sperimentare concretamente che il valore della solidarietà e dell'accoglienza, la cultura del dare e non del possedere, costituiscono le fondamenta per un futuro di pace tanto più prossimo quanto si riesce a renderlo concreto in questa piccola realtà.

Ecco dunque che i sette mesi vissuti a Pistoia possono diventare per questi dieci ragazzi, e per gli altri che arriveranno nei prossimi anni, una importante occasione di arricchimento e una concreta possibilità di riportare in patria conoscenze culturali e professionali che daranno loro modo di avviare una piccola attività imprenditoriale nel proprio paese. In tale modo la via per la crescita dei paesi in via di sviluppo passa attraverso la promozione umana e professionale delle persone.

Come vivete voi giovani l’esperienza del Tandem ?

La cosa che a noi sta più a cuore è il rapporto personale con questi ragazzi, fare insieme a loro un’esperienza vera di mondo unito, superando i possibili pregiudizi e andando così al di là delle differenze di cultura, di razza, di religione. Questa esperienza ci insegna ad amare la cultura e il paese dell’altro come il proprio, e ci fa scoprire la bellezza dei valori che ognuno porta con sé. Questi giovani si sono sentiti accolti e amati e vediamo come a loro volta rispondono impegnandosi attivamente nelle più varie iniziative che portiamo avanti.

Come siete venuti incontro alle necessità di questi giovani ?

            Una volta arrivati gli allievi si è trattato di guardare alle esigenze di ciascuno mettendoci il più possibile nei loro panni, vivendo quella parola del Vangelo che dice: “Ciò che volete gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro”, amare quindi l’altro come se stesso. Ognuno ha cercato di vivere in prima persona questa frase.

Per esempio una di noi, accorgendosi che a uno di loro mancava l’orologio, ha sentito di donarglielo, rimanendo poi felice di vederlo contento per questo piccolo pensiero. Alcuni si sono occupati di mettere insieme i vestiti per il guardaroba, ordinando con amore le cose che arrivavano, in modo che poi ognuno potesse scegliere ciò di cui aveva bisogno. Altri hanno messo a disposizione il proprio tempo sia per venire incontro alle loro esigenze concrete (come preparare la colazione), sia per conoscerli meglio e condividere con loro il tempo libero.

Cosa vi aspettate che rimanga in questi giovani di questa esperienza ?

Ci aspettiamo che riescano a far fruttare quello che hanno imparato nel campo del lavoro, coinvolgendo altri nei loro paesi. Ma soprattutto ci auguriamo che rimanga nel loro cuore questa esperienza e tutti i momenti di condivisione vissuti insieme e che portino avanti questo stile di vita ognuno nella propria realtà.

Due anni fa il Tandem ha realizzato un corso analogo a questo con altri ragazzi extracomunitari. Uno di loro, proveniente dalla Bosnia, prima di partire ci ha detto: “Io ho vissuto la guerra … Mi hanno sparato addosso, tanti miei compagni sono morti … Conosco la guerra. Ma in questi mesi che ho vissuto con voi ho capito che la pace è possibile. Adesso, tornando a casa, sento che la pace passa dal perdono e che io devo costruirla con tutti, anche con quelli che erano miei nemici.”